La piccola Sirena

La sirenetta Michelangelo Rosatto

“Voglio partire con te” lo pregò la piccola ninfa…

<<Spiacente, ribatté…c’è solo un posto nel mio vascello…Le grandi avventure si intraprendono da soli>> e con queste parole volò via….

“Grande Signora del mare” gemette la piccola sirena tutta sola sulla spiaggia “sono perduta e spaventata. Che farò adesso? Mi avevate avvertita e non ho capito. Riprendetevi le mie gambe e lasciatemi tornare alla vita di prima.”

<<Non è possibile ora…ormai non sei più una piccola Sirena, sei una giovane donna che vive sulla terra. Nel mare annegheresti. Ma hai dimenticato perché volevi le gambe? Desideravi esplorare foreste e montagne, e non le hai ancora visitate. Sei rimasta su una spiaggia isolata. Guardati, hai piedi e gambe che ti portano. Puoi alzarti e camminare. Puoi andare partire da sola e trovare compagnia sul tuo cammino. Io so che la tua pelle ha sete di carezze di cui l’atmosfera terrestre non è generosa quanto il mare. Troverai forse ugualmente il modo di procurartele e poi tu non lo sai, ma hai delle riserve di quando ti facevi ancora cullare dall’Oceano, così sei in grado di resistere un pò di tempo. E c’è qualcos’altro che non sai: ti senti vuota e triste perché distribuivi carezze e cure come una piccola ninfa intrappolata e non come un essere umano. Và per foreste e montagne, vivi le avventure della tua vita e avrai altre cose da dare per la ricchezza che ti porteranno la scoperta e la sofferenza. Si la sofferenza. Ciò che patisci ora per essere stata abbandonata è niente rispetto a ciò che può esserti ancora riservato. Ma troverai ugualmente la gioia, una gioia fatta di armonia e di bellezza. In certi momenti ne sarai così piena da debordare. Allora avrai voglia di offrire regali ad altri per il tuo piacere, liberamente e generosamente, perché molte saranno le cose in tuo possesso. Tuttavia non avere la gioia come ambizione. Non è da collocare nei tuoi progetti, né io te la prometto. Quel che ti prometto davvero è che un giorno mi raggiungerai qui nella profondità del Tempo. Come e quando succederà non te lo posso dire, ma lo vedrai.

Asciugò le sue lacrime. Gocce salate scendevano lungo le guance. Avevano il gusto dell’acqua marina. <<Le mie prime lacrime>> si disse <<è così che porto ancora un po’ di oceano in me>>

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