Cosa vuoi cambiare?

Il Contratto mette in risalto l’equivalenza tra le parti, la responsabilità condivisa sia del terapeuta che del paziente, che documentano il proprio impegno

Riguarda l’essere chiari su ciò che verrà fatto, sulle potenzialità e i limiti che il trattamento può offrire.

La terapia funziona con un lavoro fatto in due

Il contratto serve per stabilire una relazione lavorativa reciproca e avere un coinvolgimento diretto con l’intelligenza del cliente sugli obiettivi dell’intervento.

Il terapeuta accoglie il “travaglio” che di solito precede, nel paziente, sia la prima telefonata che il primo arrivo.

A volte il paziente giunge per la prima volta da un terapeuta dopo aver tentato per mesi, se non addirittura anni a “farcela da solo”; altre volte arriva da un “pellegrinaggio” tra tanti specialisti e non, spesso illuso e deluso da promesse di guarigioni miracolistiche.

Proporre un contratto, e impegno e costanza reciproche, in parte rassicurerà il paziente, in parte lo preoccuperà. Questo è l’unico modo per iniziare un rapporto di lavoro che per essere costruttivo ha da sostituire in modo convincente le illusioni di un paziente “novizio” o le delusioni dei miracoli non mantenuti e dei fallimenti precedenti.

Paziente: “Voglio cercare di essere quello che vorrei essere ma che non sono”

Terapeuta “Accetta di essere quello che sei per diventare quello che vuoi essere fin dove puoi.

(Novellino, La cassetta degli attrezzi dell’analista transazionale)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *